Thursday, 23 September 2021 10:13

I meli della Cravaglia

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Quando ero piccola i miei nonni materni abitavano in un piccolo borgo in Piemonte, a Borghetto Borbera.

La casa nel cuore del paese era grande e antica. C’era un cortile con ciottoli di fiume, un pergolato di uva bianca e dalla mia finestra si vedevano le stelle.

Il nonno aveva un terreno nella campagna in una zona che si chiamava Cravaglia. In Cravaglia c’erano dei meli, mi sembra tre o quattro, altri alberi da frutta e in fondo al campo dei cespugli di ribes. Ogni anno mio nonno curava gli alberi dando il verderame e selezionando le mele e poi in autunno raccoglievamo le mele con tutta la famiglia. Si usava un bastone di legno diviso in tre parti alla fine, o con un anello con denti e un sacchetto, per circondare la mela e poi staccarla dal ramo ruotando il bastone per rompere il picciolo. Portavamo a casa le ceste di mele e le mettevamo in cantina e se erano tante, le regalavamo agli amici. Le mele della Cravaglia duravano tutto l’inverno, ma dovevi controllare le mele marce per non fare andare a male tutta la cassetta. Era una grande soddisfazione mangiare le nostre mele portate in città dalla campagna, così profumate.

Un giorno dopo alcuni anni che la casa era stata venduta, ho ripensato a quei meli. Ci saranno ancora o li avranno tagliati come dice l’amico del nonno, Franco?

Sono tornata a vedere la casa e Franco, non ancora i meli.

meli cravaglia

Mia nonna Dorotea Pezzo in Cravaglia (autore e data, sconosciute).

Read 378 times Last modified on Sunday, 20 February 2022 15:22
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